Panarchistic Architecture: Costruire la resilienza dell’interfaccia urbano-forestale agli incendi boschivi attraverso il Design Thinking, la pratica e i codici edilizi modellati sulla teoria dei sistemi ecologici.
Citazione: Sterry, M. L., (2018) Panarchistic Architecture: Building Wildland-Urban Interface Resilience to Wildfire through Design Thinking, Practice and Building Codes Modelled on Ecological Systems Theory. PhD Thesis, Advanced Virtual and Technological Architecture Research [AVATAR] group, University of Greenwich, London.
Abstract
Parte integrante dei processi riproduttivi della biota di diversi tipi di biomi forestali, arbustivi e di prateria, il fuoco selvatico brucia annualmente circa 3.400.000 km² della superficie vegetata della Terra [1]. Sebbene si tratti di un fenomeno di elevata complessità, connesso non a uno, bensì a diversi sistemi terrestri, le azioni umane stanno modificando direttamente e indirettamente le frequenze, le intensità, le severità e i comportamenti degli incendi boschivi, a detrimento sia dell'ambiente che della società. Da nessuna parte ciò si avverte con maggiore intensità che nell'interfaccia urbano-forestale, la quale, ospitando circa un terzo della popolazione nazionale e il 40% del patrimonio abitativo del paese, costituisce la tipologia di uso del suolo a più rapida espansione negli Stati Uniti contigui. In uno spazio in cui le architetture refrattarie al fuoco si confrontano con territori sempre più soggetti agli incendi, la perdita di vite umane, proprietà e mezzi di sostentamento causata da una serie di complessi di incendi boschivi di proporzioni senza precedenti nella memoria vivente ha generato un'urgente necessità di riconsiderare la sfida di convivere con il fuoco quale processo vitale del paesaggio. Frutto di uno studio transdisciplinare che ha fatto convergere lo stato delle conoscenze di campi tanto diversi quanto le scienze del fuoco, l'ecologia e le scienze della Terra in senso lato; le tecnologie dell'informazione, della comunicazione e dell'informatica, sia digitali che biologiche; i materiali evolutivi, intelligenti e viventi, nonché le architetture e i sistemi urbani; la filosofia, l'antropologia, la psicologia e la formulazione delle politiche pubbliche, questa tesi presenta un nuovo paradigma per l'interfaccia urbano-forestale, modellato sulle biochimiche, i comportamenti e i sistemi della flora adattata al fuoco e i regimi di incendio che essa configura. Trasponendo la biomimetica dal livello delle specie a quello dei sistemi, e basandosi non su nozioni generiche della natura e del suo funzionamento, né su presupposti di carattere generale, bensì su un rigoroso esame dell'interazione tra processi biotici e abiotici dalla scala molecolare a quella paesaggistica e planetaria, e nell'arco di scale temporali tanto umane quanto geologiche, vengono esaminati diversi concetti architettonici e urbani originali, sia teorici che tecnici, unitamente alle loro possibili applicazioni e implicazioni all'interno e al di là dell'interfaccia urbano-forestale. Integrando apporti provenienti da culture indigene e antiche del fuoco, tanto locali quanto globali, le conclusioni sostengono che non soltanto è possibile una riconciliazione tra i sistemi umani e non umani nell'interfaccia tra territori selvatici e urbani soggetti al fuoco, ma che in essa risiedono potenzialità ecologiche, sociali e tecniche di grande rilevanza che meritano ulteriore ricerca negli anni a venire.
[1] Con riferimento a Willis et al., 2017.
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La tesi è disponibile anche in formato PDF e può essere scaricata in diverse parti su Academia e ResearchGate.
Si noti che le figure sono state rimosse dalla versione digitale ospitata su questo sito web, ma sono incluse nei file PDF disponibili tramite i link sopra indicati.
Citazione: Sterry, M. L. (2018). Panarchistic Architecture: Building Wildland-Urban Interface Resilience to Wildfire through Design Thinking, Practice and Building Codes Modelled on Ecological Systems Theory. PhD Thesis, Advanced Virtual and Technological Architecture Research [AVATAR] group, University of Greenwich, London.